WisdomTree
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In quale modo WisdomTree si differenzia dalle altre società di gestione? Un caso di studio dedicato all’eurozona

Pubblicato il 25 luglio 2018

Christopher Gannatti, CFA
Christopher Gannatti, CFA

Global Head of Research

A molti dei nostri clienti europei interessa conoscere meglio l’ampia gamma di exchange traded fund (ETF) offerti da WisdomTree. Quando si parla di ETF, bisogna tenere sempre presente che sono strumenti pensati per replicare la performance di indici di riferimento standard ben noti e ampiamente seguiti, ponderati per la capitalizzazione di mercato. La caratteristica fondamentale degli ETF è che replicano l’andamento di un indice standard passivo.

WisdomTree è attiva o passiva?

Per cercare di dare risposta a questa importante domanda cruciale esaminiamo in modo dettagliato queste strategie, applicando il nostro schema di analisi per trovare la risposta:

  • Strategie attive: strategie che utilizzano un processo mirato a generare una performance superiore a un determinato indice di riferimento standard ponderato per la capitalizzazione di mercato.
  • Strategie passive: strategie che si propongono di offrire accesso a un mercato e mirano a generare una performance uguale a quella di un determinato indice di riferimento standard ponderato per la capitalizzazione di mercato.

WisdomTree crea degli indici per determinare le esposizioni ai diversi mercati internazionali. L’obiettivo di questi indici è sovraperformare i comuni benchmark ponderati per la capitalizzazione di mercato. In ultima analisi, si tratta di strumenti molto simili a strategie quantitative attive basate su regole che dipendono dall’applicazione sistematica di una metodologia invece che affidarsi alla decisione di un essere umano.

A nostro parere, le strategie di WisdomTree possono quindi essere generalmente considerate come mandati attivi gestiti quantitativamente, il cui obiettivo non si limita ad offrire accesso allo stesso rendimento di un determinato mercato.

Qualità nell’eurozona: la strategia vincente del primo semestre 2018

Per questo continuiamo ad analizzare le nostre strategie, per verificare se i nostri approcci basati sui fondamentali stiano creando maggior valore rispetto agli indici standard. Cerchiamo sempre di capire:

  1. Perché una strategia crea (o non crea) valore.
  2. Quali sono i catalizzatori necessari per determinare un’inversione dell’attuale trend di sovra o sottoperformance.

Molti dei clienti con cui parliamo conoscono bene i due benchmark Euro STOXX 50 e MSCI EMU. Rispetto al 2017, il 2018 ha portato maggiore volatilità nei rendimenti perché svariati eventi — tra cui non da ultimo il ritardo nell’individuare l'esito finale delle elezioni in Italia — hanno favorito l’aumento dell'avversione complessiva al rischio.

I nostri clienti non conoscono però altrettanto bene il WisdomTree Eurozone Quality Dividend Growth Index, un indice fondato su una metodologia basata su regole di tipo quantitativo elaborata con frequenza annuale, il cui obiettivo consiste nel creare un valore superiore a quello degli indici standard ponderati per la capitalizzazione di mercato. Come mostra la figura 1, nel primo semestre 2018 le strategie orientate alla qualità hanno generato rendimenti più elevati.

Figura 1: Nei contesti di mercato difficili, la qualità premia

Fonte: Bloomberg. Il periodo in esame va dal 29 giugno 2017 al 29 giugno 2018.

Non è possibile investire direttamente in un indice. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri e il valore di qualsiasi investimento può subire variazioni negative.

Esaminiamo ora i fattori alla base della sovraperformance di quest’anno.

Finanziari, il tallone d’Achille dell’eurozona

Quest’anno i Finanziari dell’eurozona non hanno avuto vita facile. Uno dei motivi è che molte delle società del settore detengono ingenti posizioni nei titoli di Stato italiani e il valore potenziale di questi titoli di debito è stato messo in forte dubbio durante la fase di elevata incertezza legata all’esito delle ultime elezioni politiche. Almeno per il momento, questi timori sono però rientrati.

Un altro fattore che potrebbe pregiudicare la redditività del comparto nel secondo semestre del 2018 è che la Banca centrale europea molto probabilmente non alzerà i tassi per altri 12 mesi circa, cioè non prima del secondo semestre 2019. Il prolungamento del contesto di tassi d’interesse rasoterra può a breve termine penalizzare i margini d’interesse degli istituti della regione, limitando così la performance del settore.

Figura 2: Crescita dei dividendi di qualità dell’eurozona: un forte sottopeso nel settore più debole

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Fonte: Bloomberg. I dati relativi al posizionamento settoriale relativo della figura in alto si riferiscono al WisdomTree Eurozone Quality Dividend Growth Index rispetto all’MSCI EMU Index e sono aggiornati al 29 giugno 2018. La figura in basso mostra i rendimenti cumulati del settore in base all’MSCI EMU Index dal 29 dicembre 2017 al 29 giugno 2018. Non è possibile investire direttamente in un indice.

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri e il valore di qualsiasi investimento può subire variazioni negative.

Qual è l’obiettivo primario di questa strategia?

Non dobbiamo focalizzarci troppo sui risultati: come per tutti i gestori attivi, questo approccio genera fasi di sovra e sottoperformance a seconda dell’evoluzione delle condizioni di mercato. È più importante capire l’essenza del processo di ribilanciamento annuale di WisdomTree:

  • Ogni anno, il 31 maggio WisdomTree riesamina i fondamentali di tutte le società dell’eurozona che distribuiscono dividendi. L’indice di copertura dei dividendi di queste aziende deve essere maggiore di 1.0x per superare la prima fase della nostra selezione.
  • Qualità è una parola che può avere significati diversi, ma per WisdomTree la definizione di qualità dipende dal rendimento del capitale proprio (ROE) e delle attività (ROA) su un orizzonte di tre anni. L’enfasi su questi due indicatori rende praticamente impossibile includere nella nostra rosa di candidati le società con una leva finanziaria troppo elevata, ad esempio i Finanziari dell’eurozona. È per questo motivo che attualmente deteniamo un sottopeso nel settore e prevediamo di continuare a sottopesarlo anche in futuro.
  • Crescita è un altro termine che si presta a varie interpretazioni, ma per noi è quella individuata dalle stime degli utili futuri, un indicatore prospettico molto diverso dalla crescita dei dividendi storici che è il parametro retrospettivo utilizzato dalla maggior parte degli indici.

Figura 3: Aggiornamento degli indicatori di qualità al Ribilanciamento annuale 2018

La figura in alto si riferisce al periodo anteriore al ribilanciamento dei dati di WisdomTree ed è aggiornata al 31 maggio 2018. La figura in basso si riferisce al periodo successivo al ribilanciamento dei dati di WisdomTree ed è aggiornata al 29 giugno 2018. Fonte: Bloomberg. Non è possibile investire direttamente in un indice.

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri e il valore di qualsiasi investimento può subire variazioni negative.

Anche se il ROE e il ROA dell’MSCI EMU e dell’Euro STOXX 50 non hanno registrato variazioni sostanziali in nessun mese particolare, il ribilanciamento di WisdomTree ha aggiornato e alzato questi indicatori per il WisdomTree Eurozone Quality Dividend Growth Index.

Conclusione: chi dovrebbe utilizzare questo indice?

Ci capita raramente di parlare con investitori europei che non abbiano già un’opinione precisa sulle banche della regione. Molti sanno benissimo quali sono gli istituti più solidi, quelli nella media e i più deboli. Per questo la strategia, che si presenta come un approccio quantitativo basato su regole finalizzato ad evitare le società con un’elevata leva finanziaria, è uno strumento molto più indicato per integrare posizioni in singole banche rispetto agli indici ponderati per la capitalizzazione di mercato, che in genere tendono ad assegnare a questo settore un peso pari a un quinto del portafoglio.

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Informazioni sull’autore

Christopher Gannatti, CFA
Christopher Gannatti, CFA

Global Head of Research

Christopher Gannatti dirige il team di ricerca globale di WisdomTree, apportando una vasta esperienza all'azienda. Da quando si è unito a WisdomTree a dicembre del 2010, ha scalato i ranghi prima di prendere il timone nel 2021. Con un mandato globale, Chris svolge un ruolo fondamentale nella definizione delle iniziative di WisdomTree negli Stati Uniti e in Europa. La sua esperienza si concentra sui temi azionari e tecnologici, con particolare attenzione allo storytelling e agli approfondimenti strategici. Lavora negli Stati Uniti, a stretto contatto con il Global CIO, Jeremy Schwartz. Prima di unirsi a WisdomTree, Chris lavorava presso Lord Abbett in qualità di consulente regionale, collaborando con i consulenti finanziari del Midwest. Si è laureato in Economia presso la Colgate University e ha conseguito un MBA presso la NYU Stern School of Business, con specializzazione in Finanza quantitativa, contabilità ed economia. Possiede inoltre la certificazione CFA. Vero e proprio visionario, Chris è riconosciuto per la sua thought leadership e per la capacità di comunicare in modo efficace strategie complesse.

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