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Un salto verso il cloud

Pubblicato il 30 marzo 2020

Christopher Gannatti, CFA
Christopher Gannatti, CFA

Global Head of Research

Mentre scriviamo queste parole, il mondo è alle prese con una grave pandemia che sta producendo effetti di vasta portata sulla vita quotidiana di tutti noi: attività ordinarie come volare in aereo, mangiare al ristorante e persino stringersi la mano vengono ora riconsiderate, con effetti che forse incideranno sulle nostre vite per settimane se non per mesi, anziché per qualche giorno. A causa di un fenomeno culturale noto come “allontanamento sociale”, il valore della comunicazioni e dei rapporti d’affari a livello virtuale è sensibilmente aumentato rispetto al loro svolgimento a contatto diretto.

È una fortuna che molte società basate sul cloud abbiano sviluppato e forniscano da qualche tempo software per agevolare proprio questo tipo di attività.

Il BVP Nasdaq Emerging Cloud Index

Un aspetto utile degli indici è che, grazie a loro, è possibile valutare gruppi di società che hanno una caratteristica o un tema in comune. Il BVP Nasdaq Emerging Cloud Index ha l'obiettivo di rappresentare società che operano esclusivamente nell’ambito del cloud: si tratta in genere di nuove aziende che, in molti casi, hanno lanciato solo recentemente la loro offerta pubblica iniziale. Queste società saranno certamente sensibili ai movimenti del mercato azionario più ampio (e presenteranno di conseguenza una certa volatilità), ma pensiamo che sia importante anche fare un passo indietro per individuare alcune delle funzioni in cui sono specializzate:

  • aumentare la capacità di svolgere riunioni virtuali tramite videochiamata, condivisione dello schermo o altri mezzi;
  • migliorare la capacità, per i team e le aziende, di tenersi in contatto nel corso di eventi che richiedano l'attivazione di piani di continuità operativa e di ripristino in caso di disastro;
  • offrire un accesso più pratico alla condivisione di file per ogni dipendente che ne abbia bisogno da qualsiasi luogo, aumentando l’efficacia del lavoro collettivo;
  • garantire la sicurezza di reti e computer per attenuare il rischio di attacchi informatici.

Benché queste siano solo alcune delle tante funzioni offerte in qualità di servizi dalle società del BVP Nasdaq Emerging Cloud Index, questo elenco è certamente indicativo di alcuni tipi di cose che verranno richieste se ampie fasce della popolazione cominceranno a lavorare a distanza.

Un esame approfondito: la performance delle società cloud rispetto al mercato “tecnologico”

Benché le funzioni svolte dalle società cloud siano interessanti e degne di nota, sarebbe una negligenza da parte nostra ignorare come questi concetti si siano riconvertiti in performance azionarie. Fortunatamente:

  • esiste una gamma di indici incentrati sul cloud computing e nella nostra analisi abbiamo incluso il summenzionato BVP Nasdaq Emerging Cloud Index, oltre all’ISE Cloud Computing Index e al Solactive Cloud Technology Index;
  • poiché molti considerano il Nasdaq 100 Index un indicatore importante per le prestazioni del mercato “tecnologico”, abbiamo inserito nell'analisi anche quest’indice per fornire un contesto di mercato.

Figura 1a: confronto dei rendimenti cumulativi (dal 2 ottobre 2018 al 13 marzo 2020)

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Figura 1b: tabella riassuntiva

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Esaminando le figure 1a e 1b, abbiamo osservato che:

  • i diversi indici incentrati sul cloud hanno evidenziato prestazioni piuttosto discordi nel lasso di tempo in questione. Il BVP Nasdaq Emerging Cloud Index si trovava all’estremo più alto dello spettro, mentre l’ISE Cloud Computing Index occupava quello più basso. Quanto al Nasdaq 100 Index, è rimasto positivo per tutto il periodo di analisi;
  • più recentemente, i mercati hanno subito una brusca correzione al ribasso: come abbiamo già accennato, il BVP Nasdaq Emerging Cloud Index tende a guadagnare esposizione nei confronti di una quota significativa di società small e mid cap che hanno lanciato solo recentemente le rispettive offerte pubbliche iniziali.

Un esame ancora più dettagliato: le principali società responsabili di questi risultati

Nell’ambito di ogni indice, è sempre istruttivo comprendere quali siano le aziende che contribuiscono maggiormente ai rendimenti. Considerando il periodo compreso tra l’inizio del 2020 e il momento attuale, è chiaro che i risultati sono stati dominati dai timori e dai problemi causati dal coronavirus. Tuttavia, possiamo comunque domandarci quali aziende stiano concorrendo maggiormente ai risultati in senso positivo, in modo da trovare delle potenziali ancore di salvezza nel mezzo di un periodo particolarmente volatile. Ecco che cosa emerge dalla figura 2:

  • se consideriamo i cinque contributi positivi principali ai rendimenti del BVP Nasdaq Emerging Cloud Index, è chiaro che Zoom Video Communications ed Everbridge Inc. si trovavano in una posizione a sé stante rispetto alle altre aziende.
  • Durante la contrazione legata al coronavirus, hanno acquistato particolare rilevanza sia le comunicazioni video che i protocolli di continuità operativa;
    anche altre società (come Docusign Inc, Ringcentral Inc. e Dropbox) si occupano di aiutare la gente a svolgere importanti attività aziendali e a condividere informazioni da luoghi diversi senza che sia necessaria la presenza fisica.

Figura 2: i 5 contributi positivi principali ai rendimenti dell’indice BVP Nasdaq Emerging Cloud Index (dal 31 dicembre 2019 al 13 marzo 2020)

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Interruzioni e turbolenze potrebbero indurre altre aziende a passare al cloud

Non c’è dubbio che il coronavirus avrà un impatto enorme sulla nostra società globale, con conseguenze che si faranno sentire nei prossimi anni. Dopo aver cercato in un primo tempo di conservare i loro dipendenti e la loro clientela, le aziende potranno rivalutare in seguito diverse funzioni trasferibili da un’infrastruttura prevalentemente fisica a un’infrastruttura cloud basata su soluzioni Software-as-a-Service (SaaS). Se la gente si abitua a svolgere più spesso riunioni virtuali, ciò potrebbe influire sul modo di fare impresa negli anni a venire.

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Informazioni sull’autore

Christopher Gannatti, CFA
Christopher Gannatti, CFA

Global Head of Research

Christopher Gannatti dirige il team di ricerca globale di WisdomTree, apportando una vasta esperienza all'azienda. Da quando si è unito a WisdomTree a dicembre del 2010, ha scalato i ranghi prima di prendere il timone nel 2021. Con un mandato globale, Chris svolge un ruolo fondamentale nella definizione delle iniziative di WisdomTree negli Stati Uniti e in Europa. La sua esperienza si concentra sui temi azionari e tecnologici, con particolare attenzione allo storytelling e agli approfondimenti strategici. Lavora negli Stati Uniti, a stretto contatto con il Global CIO, Jeremy Schwartz. Prima di unirsi a WisdomTree, Chris lavorava presso Lord Abbett in qualità di consulente regionale, collaborando con i consulenti finanziari del Midwest. Si è laureato in Economia presso la Colgate University e ha conseguito un MBA presso la NYU Stern School of Business, con specializzazione in Finanza quantitativa, contabilità ed economia. Possiede inoltre la certificazione CFA. Vero e proprio visionario, Chris è riconosciuto per la sua thought leadership e per la capacità di comunicare in modo efficace strategie complesse.

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