
Perché le strategie di vendita delle opzioni sono sensate nel 2018
Pubblicato il 5 luglio 2018
Global Head of Research
Il 2017 è stato un anno unico per due ragioni. In primis, si è trattato del nono anno positivo di fila per lo S&P 500 (una corsa al rialzo avvenuta solo due volte dal 1950 a oggi); e in secondo luogo, questa corsa al rialzo si è verificata in concomitanza a una volatilità estremamente bassa nel segmento azionario. Per la maggior parte del 2017, il Cboe Global Markets Volatility Index (VIX), un parametro di misura delle aspettative del mercato sulla volatilità futura, ha negoziato al disotto di 10: meno della metà della media di lungo periodo che si attesta a 20. Nel mondo del baseball sarebbe stato un po’ come se gli Yankees avessero vinto tutte le partite del 2017, in totale assenza di suspense fino all’ultimo inning. Per quanto mi piacciano gli Yankees, ciò è accaduto raramente, almeno dacché ne ho memoria!1
Al contrario, il primo trimestre del 2018 ci ha regalato svariate performance al cardiopalma e in più di un’occasione. Il 5 febbraio, in particolare, il VIX si è impennato di ben 20 punti in una sola sessione – un evento storico, con una probabilità di verificarsi dello 0,002%. Esattamente come un inning carico di tensione può fare emergere la differenza fra un giocatore di media bravura e uno in grado di reggere la pressione, i giorni di stress sui mercati possono segnare la linea di confine tra le strategie ordinarie e gli approcci in grado di fare la differenza in portafoglio.2
Il WisdomTree Cboe S&P 500 PutWrite Strategy Fund (PUTW) replica il Cboe PUT Index, al netto di commissioni e spese. Questo indice sottostante vanta un solido track record nel gestire lo stress, in grado di fare la differenza per gli investitori che cercano di ridurre il rischio in portafoglio. Osserviamone di seguito l’andamento nell’ultima stagione volatile del primo trimestre del 2018.
1° trimestre del 2018: una media di battuta del 100% nei mercati in ribasso
Nel 1° trimestre del 2018, su un totale di 62 giorni di negoziazione, lo S&P 500 ha registrato 28 sedute negative. Un test che voglia realmente indagare una qualunque strategia di riduzione della volatilità dovrebbe basarsi sulla sua performance relativa in una di queste sessioni negative. Abbiamo quindi creato una tabella che confronta la performance PUT con l’Indice S&P in queste giornate di ribasso.
Fonti: Bloomberg, Cboe. Periodo in esame: dal 31 dicembre 2017 al 31 marzo 2018
Non è possibile investire direttamente in un Indice. La performance storica non è indicativa della performance futura e qualunque investimento può perdere di valore.
Se ne evince che:
- L’indice PUT ha sovraperformato lo S&P 500 in ogni singola seduta negativa.
- Inoltre, in media, l’indice PUT ha offerto una protezione dai ribassi di circa 33bp in ognuna di queste giornate di ribasso.3
Un rapido approfondimento
Approfondiamo il nostro confronto e analizziamo la performance della strategia da quando ha venduto le prime opzioni per l’anno. Ricordiamo che il Cboe S&P 500 PutWrite Index raccoglie premi vendendo opzioni put di stile europeo at-the-money con una scadenza mensile sullo S&P 500. Le opzioni mensili in genere scadono il terzo venerdì di ogni mese e, dunque, il roll over per l’indice in una nuova posizione è avvenuto il 19 gennaio (il terzo venerdì del gennaio 2018). A metà gennaio i mercati negoziavano su nuovi picchi e la volatilità era ancora bassa. La strategia, che in genere trae vantaggio dalla volatilità alta (raccogliendo premi più elevati per le opzioni), non brillava ancora in tutto il suo splendore quando è avvenuto il roll over sulla prima vendita di opzioni nel 2018. Il grafico di cui sotto mostra le tre fasi di espansione e contrazione dei mercati nel 1° trimestre dell’anno.
- Fase 1 (da metà gennaio a metà febbraio): il 19 gennaio, il Cboe S&P 500 PutWrite Index ha operato un roll over sulla prima opzione dell’anno.
- Fase 2 (da metà febbraio a metà marzo): il 16 febbraio, il Cboe S&P 500 PutWrite Index ha operato un roll over sulla seconda opzione dell’anno.
- Fase 3 (da metà marzo alla fine del 1° trimestre 2018): il 16 marzo, il Cboe S&P 500 PutWrite Index ha operato un roll over sulla terza opzione dell’anno.4
Grafico 2 - Performance dell’Indice PUT Index vs Indice S&P 500 durante la correzione dei mercati all’inizio dell’anno
Fonti: Bloomberg, Cboe. Il periodo esaminato va dal 19 gennaio 2018 al 31 marzo 2018.
Non è possibile investire direttamente in un Indice. La performance storica non è indicativa della performance futura e qualunque investimento può perdere di valore.
In entrambi i casi è evidente che:
- Durante la Fase 1, inizialmente il Cboe S&P 500 PutWrite Index è rimasto indietro rispetto allo S&P 500 mentre i mercati toccavano nuovi picchi. Tuttavia, il vero beneficio è emerso proprio quando i mercati hanno iniziato la correzione verso la fine di gennaio.
- Durante la Fase 2, con il roll over sulla seconda opzione dell’anno quando il VIX è schizzato verso l’alto (a seguito di un’impennata della volatilità il 5 febbraio), il Cboe S&P 500 PutWrite Index ha raccolto un premio più ricco, che ha poi contribuito a fargli accumulare un rendimento complessivo superiore rispetto allo S&P 500. Dunque, anche se lo S&P 500 ha riportato un andamento laterale, le due strategie hanno riportato una sovraperformance più che accettabile.
- Infine, nella Fase 3, mentre il Cboe S&P 500 PutWrite Index vendeva la terza opzione dell’anno, il protrarsi dell’aumento della volatilità ha assicurato la costante raccolta di premi più alti: in altre parole una base costante di sovraperformance.5
Conclusione
Warren Buffett una volta disse: “Puoi scoprire chi sta nuotando nudo solo quando la marea si ritira”. Analogamente, l’efficacia di qualunque strategia di contenimento dei rischi non emerge nei giorni in cui il mercato è in rialzo; al contrario, si rivela nei giorni in cui il mercato è in ribasso.
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1 Bloomberg, Cboe.
2 Bloomberg, Cboe.
3 Bloomberg, Cboe. Il periodo esaminato va dal 19 gennaio 2018 al 31 marzo 2018.
4 Bloomberg, Cboe. Il periodo esaminato va dal 19 gennaio 2018 al 31 marzo 2018.
5 Bloomberg, Cboe. Il periodo esaminato va dal 19 gennaio 2018 al 31 marzo 2018.
Informazioni sull’autore

Global Head of Research
Christopher Gannatti dirige il team di ricerca globale di WisdomTree, apportando una vasta esperienza all'azienda. Da quando si è unito a WisdomTree a dicembre del 2010, ha scalato i ranghi prima di prendere il timone nel 2021. Con un mandato globale, Chris svolge un ruolo fondamentale nella definizione delle iniziative di WisdomTree negli Stati Uniti e in Europa. La sua esperienza si concentra sui temi azionari e tecnologici, con particolare attenzione allo storytelling e agli approfondimenti strategici. Lavora negli Stati Uniti, a stretto contatto con il Global CIO, Jeremy Schwartz. Prima di unirsi a WisdomTree, Chris lavorava presso Lord Abbett in qualità di consulente regionale, collaborando con i consulenti finanziari del Midwest. Si è laureato in Economia presso la Colgate University e ha conseguito un MBA presso la NYU Stern School of Business, con specializzazione in Finanza quantitativa, contabilità ed economia. Possiede inoltre la certificazione CFA. Vero e proprio visionario, Chris è riconosciuto per la sua thought leadership e per la capacità di comunicare in modo efficace strategie complesse.

