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Il punto di svolta della NATO: l'impatto del vertice del 2025 sui titoli europei del settore della difesa

Pubblicato il 19 giugno 2025

Aneeka Gupta
Aneeka Gupta

Director, Macroeconomic Research, WisdomTree Europe

@AneekaGuptaWT

Principali insegnamenti

Il prossimo vertice NATO, che si terrà a L'Aia tra il 24 e il 26 giugno 2025, si preannuncia come momento cruciale per la strategia europea in materia di difesa e l'industria della difesa in generale. In vista di questo importante evento, il contesto geopolitico non potrebbe essere più teso. La guerra in Ucraina, le tensioni in Medio Oriente e le crescenti preoccupazioni per la sicurezza nell'Indo-Pacifico hanno costretto l'Europa a rivedere la tradizionale dipendenza dagli Stati Uniti in materia di difesa. Con discussioni incentrate su un aumento significativo della spesa e sul rafforzamento delle capacità militari del continente, i risultati del vertice potrebbero avere profonde implicazioni per le aziende europee del settore della difesa.

L'agenda del vertice: dalla spesa alla sovranità

Quello che era iniziato come un obiettivo simbolico del 2% del PIL si è trasformato in una spinta decisa per raggiungere il 5%, con il 3,5% destinato alla difesa di base e l'1,5% a capacità correlate, come la sicurezza informatica e le infrastrutture. Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha presentato questo nuovo quadro in vista del vertice dei leader, descrivendolo come un “enorme passo avanti”, fondamentale per rafforzare la deterrenza in tutta l'alleanza.

Il cambiamento non è solo retorico. Sotto la presidenza Trump, gli Stati Uniti stanno esercitando pressioni sugli alleati affinché definiscano bilanci, scadenze e risultati chiari. Come ha affermato l'ambasciatore Matthew Whitaker: “Non si tratterà solo di una promessa, ma di un impegno”.

Condizionalità del bilancio: accesso ai fondi dell'UE legato all’impegno in materia di difesa

L'Europa sta ora andando oltre le promesse politiche e le pressioni diplomatiche, inserendo la condizionalità finanziaria nell'equazione. Al centro di tutto c'è la Piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa (STEP) da 150 miliardi di euro, precedentemente nota come SAFE, che si sta affermando come strumento di punta dell'UE per la resilienza industriale e tecnologica nel settore della difesa.

La nuova condizione costituisce una potente leva economica, in particolare per i paesi che dipendono dai finanziamenti dell'UE ma che investono poco nella difesa, a dimostrazione dell’impegno concreto che Bruxelles si aspetta di vedere dagli Stati membri, sia dal punto di vista fiscale che industriale.

Le implicazioni sono profonde:

  • i fondi dell'UE daranno priorità ai paesi con solide strutture di difesa, sistemi interoperabili e strategie di approvvigionamento congiunte.
  • Gli Stati che non rispettano gli obblighi della NATO potrebbero inoltre rimanere indietro in termini di accesso all'innovazione, alla resilienza energetica e al capitale per la difesa informatica dell'UE.

Questa forma soft di applicazione delle norme, che utilizza incentivi di bilancio anziché sanzioni legali, rappresenta una nuova frontiera nel coordinamento strategico europeo.

Verso un'architettura di difesa “Compra europeo”

Uno dei cambiamenti più significativi che probabilmente acquisirà slancio durante il vertice è l’emergere di una Strategia industriale europea nel settore della difesa (EDIS) de facto. Questo movimento riflette un crescente consenso sul fatto che l'Europa debba diventare più autosufficiente nel far fronte alle proprie esigenze in materia di difesa, soprattutto alla luce della sempre più imprevedibile politica transatlantica. Sebbene la NATO non imponga una politica “Compra europeo”, essa stabilisce degli obiettivi di capacità (ad esempio difesa missilistica, logistica, armi a lungo raggio) che gli Stati membri devono soddisfare. Per raggiungere tali obiettivi, alcuni paesi dell’UE scelgono di procurarsi soluzioni per la difesa all'interno dell'Europa con l’obiettivo di sostenere la propria base industriale e ridurre le dipendenze esterne, in particolare dai sistemi statunitensi, alla luce delle preoccupazioni circa l'affidabilità transatlantica futura.

Uno degli argomenti oggetto di discussione riguarda il trattamento preferenziale da riservare ai produttori europei del settore della difesa nell’ambito dei programmi di approvvigionamento congiunto. A questo si aggiungerebbero misure volte a semplificare le licenze transfrontaliere, coordinare i controlli sulle esportazioni e facilitare gli acquisti aggregati attraverso strumenti come il Fondo europeo per la difesa (EDF).

Parallelamente all'aumento della spesa, la NATO sottolinea fermamente l’importanza dell'interoperabilità e della convergenza delle capacità. Il segretario generale Mark Rutte è stato chiaro: il denaro da solo non basterà a garantire la posizione difensiva dell'Europa; ciò che conta è come viene speso e quali capacità crea. L'alleanza ha rinnovato la sua attenzione al raggiungimento di risultati tangibili in termini di capacità, in particolare nei settori altamente prioritari, quali la difesa aerea e missilistica, gli attacchi a lungo raggio, la logistica ad alta mobilità e le reti ISR (intelligence, sorveglianza, ricognizione) integrate.

Interoperabilità, logistica e condivisione delle piattaforme

Per raggiungere questo obiettivo sarà necessaria una maggiore standardizzazione tra le forze NATO, in particolare nella progettazione delle piattaforme, nei protocolli relativi ai dati e nei sistemi logistici. La pressione sui produttori affinché offrano attrezzature che possano essere integrate nelle operazioni multinazionali sin dal primo giorno è forte. I sistemi legacy che non sono in grado di soddisfare i requisiti minimi di interoperabilità potrebbero avere difficoltà ad aggiudicarsi appalti futuri, mentre i produttori di apparecchiature originali in grado di fornire sistemi conformi agli standard NATO, aggiornabili e modulari otterranno vantaggi consistenti. Questa dinamica influenzerà non solo l'approvvigionamento, ma anche le strategie di ricerca e sviluppo, le partnership e persino le decisioni di investimento delle aziende nel panorama della difesa europea.

Noi di WisdomTree riteniamo che le capacità di difesa fondamentali, dai sistemi aerospaziali alle piattaforme di munizioni, rappresentino la spina dorsale della resilienza strategica a lungo termine.

Si tratta di una visione direttamente in linea con il piano di spesa della NATO, che stanzia il 3,5% del nuovo obiettivo previsto del 5% per le funzioni di difesa fondamentali. Tale enfasi è coerente con l'analisi dell'Agenzia europea per la difesa, secondo cui le attrezzature di difesa fondamentali rappresentano l'area in cui si è investito meno durante i cicli di pace.

Figura 1: Analisi dell'Agenzia europea per la difesa sulle lacune degli investimenti nella difesa

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Fonte: Agenzia europea per la difesa, settembre 2024.

Allineare politica e portafogli con il WisdomTree Europe Defence UCITS ETF

Il WisdomTree Europe Defence UCITS ETF (WDEF) gode di una posizione unica per cogliere questo cambiamento. Allocando il 96,3% a società pure play del settore aerospaziale e della difesa, la strategia offre un'esposizione diretta alle aziende al centro della reindustrializzazione militare dell’Europa, che si tratti di sistemi terrestri, aeromobili, piattaforme di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) o di logistica conforme agli standard NATO, rispetto al panorama competitivo globale.

Figura 2: Il WDEF ha un'esposizione pure play al settore aerospaziale e della difesa

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Fonte: WisdomTree, Bloomberg. Le partecipazioni del portafoglio si basano sui componenti degli indici al 30 aprile 2025. Aerospaziale e difesa è una categoria del settore GICS. Il GICS è il Global Industry Classification Standard. Il settore GICS rappresenta il terzo livello di classificazione nella gerarchia del Global Industry Classification Standard (GICS). N.B.: VanEck è rappresentata dal VanEck Defence UCITS ETF; HanETF è rappresentata dal Future of Defence UCITS ETF

Con bilanci della difesa sempre più strutturati, condizionati e incentrati sull’industria, riteniamo che l'ETF possa offrire un accesso efficiente ai beneficiari della nuova disciplina strategica dell’Europa.

Conclusione

Il vertice NATO del 2025 non si limiterà a riaffermare l'unità transatlantica, ma la renderà operativa. La convergenza di pressioni da parte della NATO e incentivi finanziari istituiti dall'UE crea un contesto strategico in cui il rispetto delle regole viene premiato, le prestazioni insufficienti producono conseguenze e la politica industriale in materia di difesa diventa un elemento centrale della sovranità europea.

Informazioni sull’autore

Aneeka Gupta
Aneeka Gupta

Director, Macroeconomic Research, WisdomTree Europe

@AneekaGuptaWT

Aneeka Gupta è uno dei Director del team di ricerca europeo di WisdomTree e si occupa di azioni e materie prime. Con 20 anni di carriera alle spalle, ha maturato esperienza in diverse asset class e fornisce regolarmente osservazioni sul settore ai media finanziari. Nel suo attuale ruolo, è responsabile della realizzazione di analisi per tutte le pubblicazioni interne su azioni, materie prime e macro, fornendo inoltre assistenza al team commerciale in caso di domande dei clienti su prodotti e mercati. Aneeka ha conseguito un master in Matematica presso la Oxford University e una laurea in Matematica presso la University of Delhi, in India. Possiede inoltre la certificazione CFA.

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