
Scollegarsi dai movimenti giornalieri dei mercati con il megatrend dell’intelligenza artificiale
Pubblicato il 11 febbraio 2019
Global Head of Research
L’intelligenza artificiale (AI) rappresenta potenzialmente una delle maggiori tendenze che a nostro avviso incideranno sui mercati nei prossimi decenni.
AI: a che punto siamo?
Alcune delle più grandi imprese del mondo hanno già iniziato a utilizzare l’AI in molti ambiti diversi.
- Amazon e Google ne fanno ampio uso per una varietà di applicazioni, ma entrambe le società sono universalmente conosciute per le loro tecnologie di assistente personale che sfruttano la capacità rivoluzionaria dei computer di riconoscere il linguaggio umano.
- Molte case automobilistiche, come Tesla o Mercedes, stanno incorporando nei loro computer di bordo funzionalità sempre nuove per monitorare gli automobilisti e rendere la loro guida sempre più sicura. Si ipotizza anche che le società di piattaforma come Uber riusciranno presto o tardi a dotarsi di una flotta di auto senza conducente operanti in città di tutto il mondo.
Questi sono soltanto alcuni esempi, ma il punto essenziale è che al momento l’AI è fortemente orientata a specifiche attività, tanto da essere definita “narrow AI” (intelligenza artificiale ristretta). La “general AI” (intelligenza artificiale generale), per contro, denota i sistemi che possono imparare a svolgere molte mansioni diverse con un contributo tutt’al più limitato da parte degli esseri umani.
Approccio all’analisi delle aziende di AI
Quando pensiamo all’intero ecosistema dell’AI, ci troviamo di fronte a una catena del valore di portata globale.
- Esistono oggi innumerevoli aziende che forniscono componenti, infrastruttura e algoritmi per abilitare o migliorare la crescita e lo sviluppo dell’AI. Se consideriamo le valutazioni e le capitalizzazioni di mercato di imprese come Alphabet, Facebook, Amazon e altre, è evidente che “i dati sono il nuovo petrolio”. L’AI richiede un’enorme mole di dati e una altrettanto enorme potenza di calcolo. Le aziende che rendono possibili questi processi sono dette “Enabler” o “Enhancer”.
- Un numero minore di imprese fornisce soluzioni di AI ai clienti già OGGI. È entusiasmante osservare queste start-up e questi investimenti pionieristici nell’ambito dell’AI. In questo caso parliamo di “Engager”.
Il valore del tempo e del vantaggio
Per concludere, desideriamo evidenziare il vantaggio di cui godono oggi gli investitori interessati all’AI, dal momento che questo megatrend si trova ancora nelle fasi iniziali del proprio sviluppo. A mano a mano che gli operatori del settore consolidano la propria posizione, un “effetto volano” tenderà a incrementare il loro vantaggio. Consideriamo ad esempio Netflix. Oggi molte imprese desiderano entrare nel mercato dei video in streaming, ma Netflix le ha precedute di oltre 10 anni. Questo ha permesso all’azienda di raccogliere dati e di calibrare i propri strumenti di raccomandazione basati sull’AI per molto più tempo e con una quantità di dati nettamente maggiore. È difficile per un fornitore di video in streaming riuscire a ottenere oggi istantaneamente ciò che Netflix ha realizzato in questi anni.
Figura 1: Tecnologia esponenziale: l’effetto volano dell’AI
Fonte: WisdomTree.
Chi presta attenzione oggi ha la possibilità di considerare l’AI un investimento interessante prima che diventi davvero onnipresente. La crescita dell’AI nei prossimi cinque, dieci o quindici anni: è questo a nostro avviso l’aspetto in assoluto più entusiasmante per un investitore.
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Informazioni sull’autore

Global Head of Research
Christopher Gannatti dirige il team di ricerca globale di WisdomTree, apportando una vasta esperienza all'azienda. Da quando si è unito a WisdomTree a dicembre del 2010, ha scalato i ranghi prima di prendere il timone nel 2021. Con un mandato globale, Chris svolge un ruolo fondamentale nella definizione delle iniziative di WisdomTree negli Stati Uniti e in Europa. La sua esperienza si concentra sui temi azionari e tecnologici, con particolare attenzione allo storytelling e agli approfondimenti strategici. Lavora negli Stati Uniti, a stretto contatto con il Global CIO, Jeremy Schwartz. Prima di unirsi a WisdomTree, Chris lavorava presso Lord Abbett in qualità di consulente regionale, collaborando con i consulenti finanziari del Midwest. Si è laureato in Economia presso la Colgate University e ha conseguito un MBA presso la NYU Stern School of Business, con specializzazione in Finanza quantitativa, contabilità ed economia. Possiede inoltre la certificazione CFA. Vero e proprio visionario, Chris è riconosciuto per la sua thought leadership e per la capacità di comunicare in modo efficace strategie complesse.

