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Cambierà tutto per le azioni cinesi di classe A e l’MSCI?

Pubblicato il 15 giugno 2017

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Le azioni cinesi di classe A, rispetto agli indici benchmark dell’azionario globale, si sono dimostrate problematiche per alcuni investitori in termini di accessibilità al mercato e inclusione negli indici.

L’evoluzione dei programmi moderatamente restrittivi QFII (Qualified Foreign Institutional Investor) e RQFII (RMB Qualified Foreign Institutional Investor), insieme al programma relativamente nuovo Stock Connect che collega le borse di Shanghai e di Shenzhen a quella di Hong Kong, ha concretamente cambiato la capacità degli investitori di negoziare le azioni di classe A cinesi. Questi sviluppi hanno creato le condizioni per un accesso più flessibile al mercato, il quale ha a sua volta aumentato le probabilità che, con cautela e alcune limitazioni, MSCI possa includere le azioni di classe A nei propri indici di benchmark. E’ importante notare che la proposta attuale differisce considerevolmente dai tentativi precedenti e lascia spazio solo ad una moderata inclusione nell’indice di titoli cinesi di classe A, al contrario di un approccio onnicomprensivo.

La probabile inclusione delle azioni cinesi di classe A da parte di MSCI evidenzia i vantaggi di alcune strategie indicizzate già esistenti come la S&P China 500 che presenta una copertura molto più ampia dei titoli e delle classi azionarie cinesi. Attualmente numerosi investitori, non potendo accedere adeguatamente al mercato cinese onshore, detengono in portafoglio soprattutto azioni di classe H quotate sulla borsa di Hong Kong e azioni di classe N quotate sul mercato statunitense. Questa tipologia di esposizioni indicizzate, per quanto di facile gestione operativa, non riesce a catturare l’intero ventaglio di opportunità offerto dall’economia cinese, dinamica e in rapida evoluzione.

Contrariamente alle proposte precedenti avanzate da MSCI, che ventilavano l’inclusione nell’indice di 448 azioni di classe A e che avrebbero comportato cambiamenti rilevanti, la proposta odierna prevede l’aggiunta di sole 169 azioni di classe A, con un fattore d’inclusione del 5%. La variazione sostanziale consiste nel fatto che saranno ammesse solo le aziende a larga capitalizzazione accessibili tramite i programmi Stock Connect di Shanghai e Shenzhen. Aspetto di fondamentale importanza, non saranno incluse le azioni di classe A delle aziende già presenti con azioni di classe H nell’MSCI China Index. Interessante compromesso, l’indice che ne risulta è, quasi volutamente, meno inclusivo rispetto all’approccio adottato da S&P nella costruzione dell’indice S&P China 500 e provoca un cambiamento minimo. La ponderazione delle nuove azioni di classe A da includere nell’indice è solo dell’1,8%.

Tabella 01. Scomposizione dell’MSCI China Index per numero di costituenti e ponderazione dell’indice (dato corrente contro dato nuovo)

MSCI China

Numero di costituenti

Corrente

Nuovo

Corrente

Nuovo

A-Share

0

169

0,0%

1,8%

B-Share

2

4

0,2%

0,4%

H-Share

70

86

38,6%

37,6%

Red Chip

30

38

16,9%

16,6%

P Chip

34

50

21,5%

21,8%

Estero

14

18

22,8%

21,8%

Totale

150

365

MSCI China

Numero di costituenti

Ponderazione dell’indice

Fonte: MSCI China, WisdomTree. Dati al 3 marzo 2017.

La soluzione di S&P è quella di considerare l’intero universo investibile dell’azionario cinese, dalle azioni di classe A alle azioni di classe B, azioni di classe H, quotazioni sui mercati esteri (solitamente il NYSE o il Nasdaq), P Chip e Red Chip. In sostanza quest’indice è stato ideato per equiparare la scomposizione settoriale dello S&P Total China Broad Market Index (BMI) che riunisce le costituenti dello S&P China A BMI e dello S&P China BMI. Questo approccio alla ponderazione settoriale dei titoli azionari cinesi, unico nel suo genere, significa che lo S&P China 500 è stato ideato fin dall’inizio per combinare liquidità e rappresentazione settoriale. In termini di costruzione dell’indice sono incluse tutte le classi azionarie che possiedono i prerequisiti necessari e le società vengono classificate in base alla capitalizzazione di mercato all’interno di ogni settore, con l’obiettivo di avvicinarsi alle ponderazioni settoriali del mercato in senso più ampio.

Un aspetto delle ponderazioni settoriali comprese nell’indice S&P China 500 è rappresentato dal fatto che l’indice misura con più attenzione l’economia cinese, soprattutto poiché considera il cambiamento strutturale concentrandosi maggiormente sui titoli dei settori tecnologia e spese per i consumi anziché sui finanziari e le imprese a conduzione statale. Per ciò che concerne i settori orientati ai consumi, lo S&P China 500 mostra un’esposizione del 23,4%, contro un’esposizione del 14,7% nell’attuale MSCI China Index, la quale presumibilmente potrebbe salire al 15% con l’inclusione di una gamma più estesa di costituenti che includano le azioni di classe A. Nei settori finanziario e immobiliare, lo S&P China 500 Index al 26,3% è sottoponderato rispetto all’attuale MSCI China Index e all’indice potenzialmente esteso in cui la ponderazione si aggirerebbe attorno al 29,6%.

Tabella 02. Scomposizione settoriale dello S&P China 500 Index rispetto all’MSCI China

S&P China 500

MSCI China Index

Proposta

Corrente

Beni al consumo ciclici

12,57%

10,08%

10,03%

Beni al consumo non ciclici

5,52%

2,54%

2,40%

Energia

3,75%

5,93%

6,00%

Finanziari

21,83%

25,47%

25,52%

Salute

5,30%

2,36%

2,31%

Industriali

13,81%

6,23%

6,05%

IT

18,15%

31,57%

32,01%

Materiali

8,91%

1,95%

1,84%

Immobiliare

4,44%

4,14%

4,08%

Servizi per le telecomunicazioni

2,59%

6,80%

6,89%

Utility

3,13%

2,93%

2,88%

Somma totale

100,00%

100,00%

100,00%

S&P China 500

MSCI China Index

Beni al consumo ciclici

Beni al consumo non ciclici

Finanziari

Industriali

Immobiliare

Servizi per le telecomunicazioni

Somma totale

Fonte: MSCI China, WisdomTree. Dati al 3 marzo 2017.

Gli investitori che intendono accedere al segmento azionario cinese in senso ampio, senza attendere un approccio graduale e frammentario da parte di MSCI, potrebbero considerare l’ipotesi d’investire nello S&P China 500 Index che già offre una soluzione esaustiva e al quale è possibile accedere tramite un ETF a replica fisica conforme alla normativa UCITS.

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